Vuoi capire dove la tua cantina guadagna davvero?

Marginalità, canali e sviluppo cantine


Ti aiutiamo a capire dove si crea davvero valore tra clienti, mercati e prodotti, e ad attivare canali e relazioni commerciali che generano risultati concreti.

★★★★★

Supporto concreto per orientare meglio clienti, mercati e sviluppo commerciale

LETTURA MARGINALITÀ

Non basta solo fatturare

Analizziamo clienti, canali, prodotti e mercati per capire dove si genera davvero valore e dove si stanno assorbendo risorse.

DECISIONI CONSAPEVOLI

Dai numeri alle scelte.

Trasformiamo dati e percezioni in priorità chiare su cosa spingere, cosa correggere e dove intervenire.

SVILUPPO COMMERCIALE

Crescere dove conviene.

Affianchiamo l’azienda nello sviluppo dei canali e delle direttrici commerciali più sostenibili e redditizie.

Far crescere una cantina oggi non è solo vendere di più…

Aumentare il fatturato può anche peggiorare la situazione.

Più ordini, più sconti, più costi, più capitale assorbito.

E alla fine la cassa non cresce come dovrebbe.

👉Il risultato è che lavori di più, ma respiri meno.

Ti riconosci in queste situazioni?

Il rischio è questo: lavori di più, ma respiri meno

Non si tratta solo di quante bottiglie vendi

Il punto è capire quali vendite sostengono l’azienda e quali invece consumano risorse.

Come lavoriamo con le cantine

Lo sviluppo non parte da intuizioni o solo da relazioni commerciali.

Parte da una lettura chiara di numeri, canali e marginalità.

Se alcune direttrici non sono sostenibili, lo vediamo prima di investirci tempo e risorse.

1.Dove si crea davvero marginalità?

2.Quali clienti e canali conviene sviluppare?

3.Dove si assorbono risorse senza ritorno?

4.Come orientare lo sviluppo commerciale?

Come entriamo dentro ai numeri e alle vendite della tua cantina

Si tratta di capire, con precisione:

👉 quali vendite stanno sostenendo l’azienda

👉 quali stanno drenando margine e cassa

👉 dove ha senso spingere davvero lo sviluppo

Lettura della situazione attuale

L’obiettivo non è far statistiche di “quanto fatturi”, ma come e da dove si genera il risultato.

Analisi della marginalità

L’obiettivo è distinguere chiaramente ciò che fa fatturato da ciò che crea margine.

Definizione delle priorità

L’obiettivo è trasformare l’analisi in scelte chiare e condivise.

Sviluppo commerciale e canali

 far crescere vendite, clienti e canali che funzionano davvero, non solo il fatturato e individuare dove c’è spazio reale di mercato e attivarlo

L’obiettivo è servirsi dei numeri e analisi per uno sviluppo commerciale reale

Risultato finale?

👉 più margine

👉 più controllo

👉 meno dispersione

Cosa ottieni

Chiarezza su dove guadagni davvero

Sai quali clienti, canali e prodotti generano marginalità.

Consapevolezza su cosa non funziona

Individui attività e vendite che assorbono risorse senza ritorno.

SVILUPPO DI CLIENTI E CANALI

Hai priorità chiare su dove intervenire e supporto per sviluppare clienti, relazioni e sbocchi di mercato.

Il modo più intelligente per far crescere una cantina

Molte cantine crescono di fatturato… ma non di margine.

Il problema non è quanto vendi. È come è distribuito il margine.Tra canali, clienti e prodotti.

Non tutte le vendite valgono allo stesso modo. Alcune costruiscono valore. Altre lo consumano.

Casi aziendali di sviluppo margini aziende vitivinicole

Gli interventi sono coperti da riservatezza professionale e descritti per modello, numeri e risultati ottenuti.

Caso Aziendale 1 - Ebitda del settore

Situazione iniziale

Cantina con oltre 50 anni di storia, cresciuta nel tempo e due milioni di bottiglie vendute ma sudava freddo col bilancio in mano.

Criticità principali:

  • listini non coerenti in base al canale
  • troppi brand e troppe linee prodotto
  • rete agenti non coordinata
  • vendita di vino sfuso usata soprattutto per fare cassa
  • forte carico operativo sui due soci cugini, che avevano finito per considerare normale un assetto caotico e margini molto stretti

In azienda era diffusa l’idea che quella bassa marginalità fosse semplicemente “la normalità del settore che comporta continui investimenti”.

Analisi svolta

Abbiamo analizzato la struttura dell’azienda sotto il profilo produttivo, commerciale ed economico.

L’attività si è concentrata su:

  • confronto con competitor simili per struttura, ettari vitati, macchinari e assetto aziendale

  • lettura della marginalità per linee prodotto

  • analisi del peso reale di brand, referenze e rami secchi

  • valutazione del ruolo del vino sfuso nella generazione di cassa e nella strategia complessiva

Il confronto con altre realtà del settore ha mostrato un dato decisivo: aziende con circa metà fatturato riuscivano a generare un EBITDA doppio.

Risultato finale

Dall’analisi è emerso un punto chiaro:  la cantina aveva già un prodotto forte e un canale che funzionava. In particolare:

Intervento

Testimonianza del cliente

“Pensavamo fosse normale lavorare tanto e avere margini stretti. In realtà non abbiamo mai avuto una strategia e stavamo solo complicando troppo le cose. Quando abbiamo iniziato a togliere e a concentrarci su ciò che funzionava, è cambiato tutto.”

Caso Aziendale 2 - Portafoglio clienti

Situazione iniziale

Azienda vitivinicola fortemente orientata allo sviluppo commerciale, con investimenti continui su:

  • fiere

  • invio email

  • acquisizione database e liste

  • inserimento di agenti e rappresentanti

 

Criticità principali:

  • portafoglio di circa 800 clienti attivi, costruito negli anni

  • clienti che riordinavano in automatico, ma senza alcuna gestione

  • assenza di visite, relazione e sviluppo sui clienti esistenti

  • nessuna distinzione tra clienti ad alto e basso valore

  • energie concentrate sulla ricerca di nuovi contatti, mentre il portafoglio esistente non veniva lavorato

 

In azienda era diffusa l’idea che la crescita dovesse arrivare principalmente da nuovi clienti. Il portafoglio esistente veniva considerato “già acquisito”, quindi non strategico.

Analisi svolta

Abbiamo analizzato il portafoglio clienti esistente, lavorando su:

È emerso un dato chiaro:

👉 una parte rilevante del fatturato era generata da clienti storici mai realmente gestiti

👉 molti clienti riordinavano per abitudine, non per una strategia commerciale

👉 nessuna azione mirata di sviluppo, cross-selling o consolidamento

👉 le azioni commerciali erano costose e sterili

Risultato finale

Testimonianza del cliente

“Pensavamo di avere un buon portafoglio clienti, ma in realtà non sapevamo davvero chi ci facesse guadagnare.

Lavoravamo tanto su nuovi contatti, mentre il portafoglio esistente non veniva gestito.

Con l’analisi fatta abbiamo capito dove si creava valore e dove no.

Abbiamo iniziato a lavorare in modo più mirato sui clienti giusti, riducendo dispersione e attività inutili.

È stato un lavoro pratico, che ci ha aiutato a mettere ordine e prendere decisioni più chiare.”

Caso Aziendale 3 - Buyer GDO

Situazione iniziale

Azienda vitivinicola con presenza in GDO, impegnata in trattative continue con buyer nazionali e locali.

Il fatturato era rilevante, ma la marginalità estremamente compressa.

Criticità principali:

  • trattative gestite “a memoria”, senza storico e senza numeri strutturati

  • prezzi negoziati a centesimi senza conoscere il reale margine minimo sostenibile

  • assenza di un sistema che integrasse sconti, premi, contributi e costi indiretti

  • decisioni commerciali scollegate dall’impatto economico reale

 

In azienda si era diffusa l’idea che lavorare con la GDO significasse accettare margini bassi per forza.

Analisi svolta

Abbiamo analizzato le relazioni con la GDO sotto il profilo economico e negoziale.

L’attività si è concentrata su:

  • ricostruzione della marginalità reale per cliente e referenza (inclusi premi, sconti e costi nascosti)

  • analisi delle condizioni applicate nei diversi accordi commerciali

  • confronto tra fatturato generato e marginalità effettiva

  • verifica della coerenza tra politiche prezzo e sostenibilità economica

 

È emerso un dato critico:

alcune forniture ad alto volume generavano margini quasi nulli o negativi, mentre altre, meno sviluppate, erano molto più redditizie.

Intervento

Testimonianza del cliente

“Eravamo convinti che con la GDO funzionasse così: grandi volumi, margini bassi e trattative infinite sui centesimi.

In realtà stavamo negoziando senza sapere dove fosse il limite.

Alcuni clienti che pensavamo strategici non lasciavano margine, mentre altri, meno considerati, erano molto più profittevoli.

Senza un sistema di controllo, ogni trattativa era una concessione.

Oggi trattiamo con numeri chiari: sappiamo fino a dove possiamo arrivare e, soprattutto, quando dire no.”

Possiamo sviluppare anche la tua cantina

Un confronto per capire dove si crea davvero margine e quali direzioni di sviluppo intraprendere.

Lavoriamo con aziende dove possiamo portare un impatto concreto, sui numeri e sulle scelte commerciali.

Il primo confronto serve per capire se ci sono le condizioni per lavorare insieme.

Inizia da qui

Richiedi un confronto per capire dove si crea davvero margine nella tua cantina e dove si sta disperdendo.

Primo confronto conoscitivo senza impegno

Ecco cosa succede dopo la richiesta

1

Capire la situazione

2

Vedere dove si crea margine

3

Decidere cosa fare

4

Eventuale lavoro insieme

“Hai costruito la tua azienda con fatica.
Ora è il momento di farla rendere come merita.”

Perchè lavorare con Ettogrado

Nel vino le relazioni sono decisive.
Ma una relazione commerciale genera valore solo se il prodotto, il prezzo, il margine e il canale sono coerenti.

Non facciamo marketing generico.
Non vendiamo teoria.
Lavoriamo nel punto in cui numeri, prodotto e mercato devono incontrarsi.

Molte cantine hanno prodotto, clienti, stock, disponibilità e canali attivi, ma non sempre hanno una lettura chiara di cosa stia davvero creando valore e cosa invece stia assorbendo margine, tempo o liquidità.

Per questo partiamo da una domanda semplice:

Che cosa conviene davvero valorizzare e verso quali interlocutori di mercato?

Dentro la cantina leggiamo il valore. Fuori dalla cantina sviluppiamo opportunità.

Entriamo nel merito di prodotti, clienti, canali, prezzi e disponibilità. Poi colleghiamo questa lettura alle relazioni commerciali: enoteche, grossisti specializzati, cantine, imbottigliatori, operatori B2B e buyer.

Non ci fermiamo all’analisi.

Le indicazioni servono per decidere: cosa spingere, cosa ridurre e dove intervenire.